Il D.E.C. Pensiero

NOSTRADAMUS E LE PECORELLE : il senso di una aggregazione

Il termine “ aggregazione “ deriva dal latino “ grex gregis “ – unire al gregge. E quindi aggregare significa unire al gregge, e perché ci sia un gregge ci devono essere le pecore, un pastore, un cane pastore e erba fresca a iosa. Erba fresca di questi tempi non ce n’è poi così tanta, mentre di greggi ce n’è una infinità, che si contendono più o meno gli stessi prati.

Il gioco è a somma zero, che vuol dire che il guadagno o la perdita di un partecipante è perfettamente bilanciato dalla perdita o il guadagno di qualcun altro. Definiamo il gioco : le pecorelle sono le rivendite edili, il pastore è la centrale della aggregazione, il cane pastore è il metodo gestionale, il prato è il guadagno ottenibile dall’aggregazione mediante il rapporto con la produzione data la situazione di mercato, e cioè la quantità di erba che i produttori e il mercato mettono a disposizione della distribuzione. E ora ascoltatemi bene.

Se il gioco è a somma zero, un gregge ottiene il prato e l’altro gregge patirà la fame : la mia sazietà è perfettamente bilanciata dal brontolio del tuo stomaco. E allora non ci vuole un genio per capire che ad una rivendita edile converrà fare parte del gregge che si aggiudica il prato, è questione di sopravvivenza. E come potrà mai aggiudicarsi il prato un gregge che dispone di poche pecore ( = pochi rivenditori associati ) , di un pastore debole ( = una centrale poco efficiente ed efficace ) e che è privo di un cane pastore ( = non ha un metodo gestionale )? Traduco il tutto : a cosa serve fare parte di una aggregazione di rivenditori edili di dimensioni ridotte, con una centrale che non ha i numeri per influenzare il rapporto con la produzione e che non dispone di un metodo che induca le rivendite associate a seguire le indicazioni consortili ?

Ma visto che la metafora è il campo, ampliamo la metafora. Il settore delle costruzioni è da anni in una congiuntura debolissima e fiacca, e a nulla servono le bischerate che ci dicono che la crisi sta finendo. In una congiuntura debolissima gli attori si sono moltiplicati : alle rivendite tradizionali e ai multi-point padronali si stanno aggiungendo in misura rapida e crescente i punti vendita della grande distribuzione, che hanno più soldi, più marketing e più capacità gestionale della rivendita tradizionale. La rivendita tradizionale assiste a questo scenario e invoca Nostradamus per capire cosa succederà al mercato e alla sua attività : la rivendita tradizionale trema. Pensa alla Gdo, pensa all’e-commerce, pensa ai gruppi tradizionali e si domanda : e io ?

Ma c’è anche qualche bella notizia, e una bella notizia è la crisi. Andate su www.deadmalls.com, che più che un sito è un cimitero : è il cimitero dei centri commerciali americani che sono falliti e dove ora crescono le erbacce. Il centro commerciale – di cui il supermarket alla Bricoman è perfetta derivazione – è invenzione americana : era lo strumento per attrarre il ceto medio, che in un unico luogo poteva trovare tutto quel che gli pareva. Scomparso il ceto medio scompaiono i centri commerciali, perché i costi di gestione dei centri commerciali non reggono all’indebolimento della domanda. I dinosauri erano giganteschi, ma come sono venuti se ne sono andati, lasciando spazio a bipedi deboli ma dotati di cervello. Noi siamo i bipedi. L’altra bella notizia è che Amazon non può consegnare i blocchi in cemento e i bancali di estruso ( o almeno non ancora ), e non può nemmeno trasmettere la conoscenza, perché la gente mediamente non ha tempo e voglia di leggere, mentre il rivenditore può sintetizzare e spiegare.

Rimane Nostradamus, che ci dice Nostradamus ? Nostradamus era uno che diceva cose così vaghe che tutte le sue previsioni potevano essere azzeccate, proprio perché fatte di niente. Leggevo l’altro giorno “Postcapitalismo” di Paul Mason, dove il Nostradamus di turno ci diceva che l’Europa conoscerà una crescita debole fino al 2060 …. 2060 ?!?! E’ tanta roba ! Vero, non vero ? Se fosse vero, verrebbe da pensare che non tutte le greggi che oggi si contendono il campo saranno ancora al pascolo : molte saranno andate ad ingrossare il camposanto delle pecorelle. E allora occorre attrezzarsi, occorre capire che è necessario essere parte di un gregge numeroso, con un pastore solido e non rincoglionito, e un cane pastore giovane e corridore. Occorre fare parte di un gregge che sappia affrontare, commercialmente e culturalmente, la transumanza da una fase di boom ad una fase di congiuntura debole.

E tu in che gregge stai ?

Non sei in un gregge ? Non ti faranno nemmeno entrare nel campo. Sei in un gregge di dimensioni ridotte ? Che interesse pensi di potere rivestire agli occhi dei produttori ? Sei in un gregge senza cane pastore ? A che serve un gregge se poi le pecore si perdono ? Agli occhi del produttore non sei nessuno, il tuo gregge non vale niente. E’ rimasta poca erba, rifletti prima che sia troppo tardi.